Nessun dubbio. Sia Paolo Wilhelm, il Grillotalpa autore della intervista all’Assessore al Comune di Roma Cocchi per la sua rubrica “Rugby101”, sia Rugby1823, che rilancia il lavoro di Paolo, non hanno alcun dubbio: se non sarà pronto il Flaminio per il Sei Nazioni 2013 si dovrà tornare all’Olimpico di Roma.
Conosco i paletti che il Board del Sei Nazioni mette per la organizzazione del torneo e so che non è un caso che tutte le partite del magico Torneo europeo si giochino nelle Capitali dei paesi partecipanti ma i paesi che vi partecipano sono diversi, molto! O no? Che ne dite? 
Siamo seri , l’Olimpico è grande per il rugby e nemmeno il calcio lo riempirebbe tre volte (come capiterà nel 2013) in un mese per tre partite della Nazionale, oltre a questo il fatto che l’Italia è stretta e lunga e…..insomma ci siamo capiti……….far girare un po’ il Torneo. So che molti di voi stanno già facendo spallucce ma, diciamolo, non può essere un problema di Capitali!!!
L’Italia è grande e bella e di Capitali ne ha avute diverse, tutte favolosamente incantevoli, tutti posti dove è bello si giochi a rugby.
Torino, Capitale d’Italia nel 1861, precedente Capitale della Savoia e del Regno di Sardegna, la città dell’Unità. 
Firenze, capitale dal 1865, precedentemente capitale del Granducato di Toscana, perla mondiale della cultura. Nel 1870 la Capitale diventa Roma e non è colpa sua se già a quell’epoca si cominciò a parlare della ristrutturazione dello Stadio Flaminio (la breccia di porta Pia fu una scusa per far le carte per le ristrutturazioni edili della città?). 
Napoli, Capitale del Regno di Napoli, mica stupidate, una cosina nata nel 1130 ca e vissuta fino quasi all’Unità del nostro paese. 
Catania è stata la Capitale del Regno di Trinacria, data di nascita intorno al 1280 e prosecuzione dopo il ‘400 con le sorti napoletane. 
Venezia ? Capitale della sua Repubblica per oltre mille anni, dal 697 al 1797, ohibò magari non c’è lo stadio….ahimè…ma nelle vicinanze. Vabbhè non c’è, è vero.
Dite quello che vi pare inclusa la giusta osservazione che questo pezzo de Il Nero Il Rugby oggi non parla di rugby, questo magari è vero ma  l’Italia è diversa, l’Italia è unica. Le cinque Nazioni che con noi fanno il Sei Nazioni non hanno la nostra storia, nessuna. Noi siamo altra cosa, abbiamo mille siti da proporre e tutti stupendi, abbiamo cento cuori diversi che fanno l’Italia e questo vale sempre. Anche per il rugby, piaccia o no.