Il VeneziaMestre Rugby oggi ha fatto crac, ufficialmente, down definitvo, fallimento, lo ha detto il  Tribunale. Quando ho letto la notizia mi è dispiaciuto moltissimo, la cosa era scontata ed era risaputo il fatto che sarebbe accaduto ma trovarselo li davanti è stato deprimente. . Una realtà passato dall’ammodernamento e ristrutturazione del proprio stadio a Favaro Veneto direttamente alle carte del tribunale e, con i tempi tipici italiani, oggi alla chiusura della pratica.  Venezia militava fino all’anno scorso nel campionato di Eccellenza, costituiva parte del gotha del rugby italiano, stava in cima insomma, in cima si ma ad una montagna di debiti.  A Venezia comunque lo sport è catastrofe pura, fallito il team di basket, fallitto pure il Venezia calcio, purtroppo il rugby non è riuscito ad essere migliore.
Venezia, Roma, Milano, tre grandi città e tre fallimenti rugbistici, tutti in una stagione. Roba da riconsiderare molto la “penetrazione” nei grandi centri del rugby ad alto livello, penetrazione che pare sempre destinata ad andare in crack; il discorso dovrebbe fermarsi a questo spunto se non fosse che subito prima un altro ben più importante viene alla mente, ovvero la consistenza del campionato di Eccellenza. Ho già scritto qualcosa in merito allo sbandamento in cui versa questo campionato ma voglio qui  insistere un attimo, per amore non per piglio. Venezia e Roma infatti lo scorso anno erano entrambe in Eccellenza ed oggi non ci sono più, quante altre realtà del massimo campionato sono in condizioni economiche molto difficili? La situazione de L’Aquila è conosciuta, vogliamo parlare dei chiacchieratissimi Crociati ? Rovigo ha già suonato il suo allarme e corso ai ripari, i dirigenti dei Campioni  di Italia hanno istituito il regime di controllo super-rigido e sono in allerta economica costante, tutte le società vivono però mediamente questo ultimo regime.   Sarò breve: qui non è questione di coperta corta, qui è questione di campionato non conforme. Non conforme alla realtà prima di tutto.

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