Oggi parlo di un personaggio strano, un tipo di 46 anni che, neanche fosse un ragazzino, si fa chiamare con il nomignolo di Stefano il Nero, si chiama Stefano Franceschi, sono io, un tipo mica facile, Oggi parlo di me, l’argomento non è proprio interessante ma oggi volevo raccontare. 
Ho cominciato a scrivere tre anni fa, fra un partita e l’altra di rugby ho cominciato scrivendo di vino , ero e sono un wine -blogger con il mio blog Stefano Il Nero dove trovate i miei assaggi di ieri e di oggi . 
Rugby, Warwickshire

Su quel blog inserivo qualche pezzo di rugby, celebre quello che fece arrabbiare spaventosamente il capitano petrarchino Nicola Bezzati, che è bello grosso e dal quale sono rimasto lontano per un paio di mesi, e quello della maledizione del rugby sul calcio che oramai ha raggiunto e superato le migliaia di pagine aperte. Scrivendo di vino e di rugby mi sono accorto che la mia vera passione era prima di tutto scrivere, piacevole scoperta ed allora, tempo un anno dalla rivelazione, a luglio di questo 2011, è partito questo blog, Il Nero Il Rugby.

L’offerta blogger del rugby non è così ampia ma di altissimo livello, nel mio blog roll qui accanto li trovate, Alessandro Fusco, Duccio Fumero, Christian Marchetti, Paolo il Grillotalpa e quelli di Right Rugby. Tutti davvero notevoli, forse la FIR non se li merita tutti. Eh già. Il Nero Il Rugby, visto quanto sopra, è stato un blog faticoso da far partire:, diversi mesi a pensarlo ed a provare a scriverlo in modi diversi, prove di testi di duemila battute letti e riletti e poi buttati nel cestino, quelli belli letti e riletti ma ovviamente mai pubblicati; è così che ho deciso che questo blog non avrebbe fatto informazione ma commenti al rugby, un blog ovale di opinione. Poi è arrivata la bellissima proposta di una rubrica sul rugby per Tempi, ora esiste, si chiama Capirci una H“, ogni mercoledi si rinnova, una bella soddisfazione. I risultati di tutto questo progetto sono on line, tocca a voi giudicare. A voi il giudizio e magari questo post potrebbe anche finire qui, manca solo un finalino mieloso con invito alla lettura dei miei testi. Scrivendo queste righe mi sono però trovato in tasca un pensiero e, chi mi conosce, incluso Bezzati, sa che non me lo tengo per me.
I rugby-blogger scrivono di rugby tutti i giorni, producono contenuti che altrimenti non esisterebbero, danno voce ad un mondo che altrimenti rimarrebbe nell’ombra, la FIR deve guardarci meglio dentro. Punto.

.