A chi, neofita,  fosse sfuggito durante la recente RWC2011 Paddy O’Brien è il grande capo degli arbitri del rugby mondiale. Sono sue le famose cinque raccomandazioni, tutte molto intelligenti e corrette a dir la verità, che hanno “cambiato” il volto di alcune partite ai recenti mondiali. L’uomo ha dimostrato di saperci fare, le cose sono andate generalmente bene ad RWC2011, salvo qualche assurdità che suona solo come singola nota stonato e nulla più, ed ora il Paddy ha intenzione di affondare la lama.

Paddy O’Brien

O’Brien ha infatti dichiarato in questi giorni alcune possibili modifiche all’uso del TMO, ovvero il “Television Match Officer”, l’arbitro in tribuna che, chiamato in causa dall’arbitro in campo, può decretare se la meta, o il calcio,  siano stati correttamente realizzati.
Paddy O’Brien ha comunicato che per il futuro il TMO potrà essere chiamato in causa anche per verificare , moviola televisiva  alla mano, se anche l’azione che ha portato alla meta sia stata corretta o no (passaggi in avanti, furoigioco, falli vari). Il capo degli arbitri ha anche dichiarato che è tutto ancora da definire ma che sin dall’inizio del 2012 la cosa potrà venir sperimentata in giro per il mondo.
Indubbiamente favorevole alla cosa credo però bisogna andarci piano con queste estremizzazioni e che ci si possa ora fermare qui. Non è la ricerca della perfezione la vera essenza del rugby anche se tutto il percorso che porta ad una meta è giusto sia sufficientemente indubitabile. Paddy in verità fa così un regalo al gioco veloce e “spettacolare ” dell’emisfero australe, gioco uscito con le ossa rotte dal mondiale trascorso, gioco diffcile da controllare per l’arbitro in campo in certe situazioni.
In Italia il problema non sussiste, nel Campionato di Eccellenza generalmente dobbiamo ancora accendere i timer segnatempo e prima del TMO dobbiamo ancora insegnare a parlare ai guardalinee. 
Ne deve ancora passare di acqua sotto i ponti.
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