Dopo le due battute sul “progetto” San Gregorio, sulla Sicilia ed il Sud ovale pubblicate qui continua la conversazione con Roberto Valastro, Presidente del club siciliano di Eccellenza. 

(Stefano Il Nero)  E’ in corso il RWC2011, trovate un aiuto da questo evento internazionale per la crescita del movimento locale? 

(Presidente Valastro) Sicuramente è l’evento di riferimento per il pianeta rugby, anche le persone non vicine a questo sport ne parlano, ma ancora bisogna lavorare tanto per avere un’attenzione costante da parte dei media nazionali. È importante attenzionare il rugby non solo in occasione del “Six Nations” o della Coppa del Mondo, ma partendo da chi fa dello sport dell’ovale una ragione di vita. In questi giorni, comunque, abbiamo ricevuto numerose richieste di giovani, intenti a seguire le partite mondiali, che intendono avvicinarsi al rugby. Certamente il rugby siciliano è molto penalizzato dalla mancanza di campi idonei e strutture adeguate.

(Stefano Il Nero) Piaciuta la Nazionale fino ad ora? Cambierebbe qualcosa?
(Presidente Valastro) Sì, mi è piaciuta soprattutto la mentalità e lo spirito di sacrificio degli azzurri. Cambierei soltanto la linea dei trequarti che non mi sembra idonea ai canoni del rugby moderno e comunque non tecnicamente allo stesso livello della mischia. E se lo dice un ex pilone e tallonatore… 
(Stefano Il Nero) Kirwan, Berbizier, Mallett… quale dei tre è il migliore per lei?  
(Presidente ValastroBerbizier: ritengo che il nostro modo di intendere il gioco del rugby sia molto più vicino ai quello dei francesi e non, invece, a quello dell’emisfero sud. Il nostro temperamento latino non credo si sposi con la loro mentalità

Dalla Sicilia quindi un bel “benvenuto Brunel” ed un ulteriore richiamo alle infrastrutture. Cosa ci andiamo a fare in Pro12 e Six Nations se i ragazzi attratti dal nostro sport non hanno i campi per giocare?
Domani l’ultima battuta con il Presidente Valastro.

(Fine 2^ puntata).
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