24 febbraio 2017

ALLARGARE IL MONDO DEL RUGBY? ALLORA FACCIAMOLO DAVVERO

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Il rugby sta crescendo nel mondo ma il mondo del rugby è piccolo. Ci sono poche manifestazioni e pochissimi campionati a livello mondiale in grado di sviluppare rugby di Alto Livello e così, quando una comunità nazionale ovale si mette in testa di crescere, fa domanda di entrare in uno di quei pochi.

In Georgia, Canada, USA, Romania sono tutti lì che compilano moduli di adesione per i campionati degli altri, tutto uno scribacchiare ed un politicare, mandano in giro la foto dei milioni di dollari o di euro che avrebbero sotto la scrivania pronti da spedire in cambio del timbro di adesione. Pare che i georgiani ci mettono pure la foto del miliardario di turno con la sua villa con piscina e le poltrone ricamate in oro fine.

L’Italia ha mandato diversi anni fa due sue franchigie nel Pro12 ed adesso, forse, esiste la possibilità che anche un team USA e/o della Georgia entrino nel mondo delle Guinness. Qualche anno fa un team giapponese ed uno argentino sono entrati nel vecchio Super Rugby marcato Sanzaar, si sono messi a fianco di neozelandesi, australiani e sudafricani. Alle porte di Sanzar bussano ora gli isolani del Pacifico e Singapore guarda ed aspetta.

In principio fu il Cinque Nazioni (prima ancora il Quattro Nazioni, la Francia fu aggiunta nel 1910) allargato nel 2000 al famoso Sei di cui tanto si è discusso in questi giorni, a volte anche a sproposito, ma in quel caso solo in autorevole lingua inglese che fa tutto un altro effetto. Anche il sud del mondo per Nations ha visto il Tri Nations (All Blacks, Springboks, Wallabies) diventare four e chiamarsi “The Rugby Championship” qualche anno fa grazie all’aggiunta dell’Argentina.

La lista di quelli che premono per entrare nei pochi campionati mondiali, sia per Nazionali che per club, dove si gioca rugby di Alto Livello è lunga e le risposte tardano a venire.

Poi accade come al Super Rugby che, con le aggiunte di cui sopra, è diventato un gigante impossibile da gestire, snaturato nella sua originale essenza, dove alcuni team mai più ne vedranno altri o giù di lì, dove il primo vecchio spirito internazionale della competizione per club si è ora assopito di fronte alle Conference che trasformano il Super Rugby in una serie di campionati locali. Risultato: decollo del Rugby a 13, l’Aussie vola, il calcio in Sudafrica riprende fiato.

La verità è che il rugby cresce anche nell’immaginario del pubblico mondiale, è diventato un buon prodotto televisivo anche fuori dal mondo britannico, è un buon veicolo pubblicitario, insomma è un “prodotto” richiesto di cui c’è veramente scarsità.

Rugby Europe dimostra tutti i suoi limiti. Di fronte a questa “necessità” si mette a far lobby per gli associati ergenti e politicamente pesanti, cerca di forzare la serratura del Sei Nazioni invece di progettare e costruire quello che serve. Cercare posto in casa altrui è più facile ed immediato che cominciare una cosa nuova.

Già, una cosa nuova. C’è bisogno di rugby di  Alto Livello, anche in Europa. Forse è questa la nuova frontiera a cui World Rugby potrebbe guardare per i futuri investimenti nel nostro continente: un nuovo campionato europeo per club.

Ne avremmo bisogno anche noi italiani, non abbiamo avuto la forza e la lungimiranza per costruirne uno nostro forte, oggi forse avremmo anche noi la richiesta di adesione di qualche straniero. Allora vediamo se è possibile creare, anche per il nostro strato più alto, quello che in Eccellenza è in fascia “inarrivabile”, una nuova dimensione di Alto Livello. Da soli non ce la facciamo? Guardiamo fuori.

Allarghiamo il rugby ma allarghiamolo davvero: facciamo cose nuove. Non è facile ed è cosa da imprenditori prima che da certi “sportivi”, forse all’inzio è come organizzare le Olimpiadi poi diventa come il Pro12. Toccherà fare qualche telefonata in Spagna e Portogallo, una in Georgia, poi in Romania e Germania, chissà anche in Belgio,magari qualche scozzese… . Ecco un livello diverso su cui operare, un prodotto è scarso? Fabbrichiamolo.

Certo la creatività è “roba” da italiani, non possiamo aspettare gli altri, a certi amici ovali magari verrà da ridere però pensiamoci su: perchè è vero.

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22 febbraio 2017

ITALIA FUORI DAL SEI NAZIONI? LA SORTE DELLA NAZIONALE DIPENDE DAI CLUB

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Sei Nazioni 2017, i capitani

Le sirene inglesi suonano ancora, giornali, Coach, dirigenti, personaggi del grande rugby della rosa, tutti ci vogliono fuori dal Sei Nazioni. Dicono che siamo mediocri, non reggiamo il passo tecnico, siamo poveri di spirito, non abbiamo avuto risultati, dicono che in tutti questi anni ci siamo involuti invece che evoluti.

Considerato che tutto quello che dicono gli inglesi è vero e che qualche giorno fa lo ha detto anche Clive Woodward che con la Nazionale inglese ha avuto 21 caps, partecipato ai tour Britisch & Irish Lions, è stato Head Coach della Nazionale inglese fino ai Mondiali 2003, forse non ci resta che fare i conti con la sorte. Leggi tutto….

21 febbraio 2017

PAROLE IN STAMPA E DERIVA DEL NULLA, DAL SETTE NAZIONI AL “RESTIAMO CONCENTRATI”

BLA BLA

Entreremo in campo per vincere, sappiamo che loro faranno la stessa cosa, ci aspetta una partita difficile ma noi siamo pronti, l’allenatore ci ha detto cosa dobbiamo fare ed io spero di poter essere utile alla squadra.” Avete appena letto la dichiarazione alla stampa di un giocatore di calcio del Campionato Italiano che va generalmente sui media, sia carta stampata, web, televisione, Gazzetta o bollettino parrocchiale. In mezzo a dichiarazioni di questo tipo ci scivolano dentro strafalcioni grammaticali, leccatine tattico-buoniste, che oggi vanno tanto di moda, qualche scivolone di dubbio gusto. Eppure queste “interviste”sono tutte così, identiche che sembrano stampate a settembre e rilasciate piano piano, come le figurine degli albun di raccolta.

Ebbene, pare che noi del rugby si abbia la scapestrata ambizione di diventare così, vogliamo anche noi l’effetto comico di intingere la lingua nell’ovvio. Leggi tutto….

20 febbraio 2017

FRANTUMI DI ECCELLENZA

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Questa giornata del massimo campionato italiano è storica: si è fermato il Sei Nazioni per farla giocare. Si sa che durante il Sei Nazioni l’Eccellenza non gioca, giocano quelli del Pro12 e quelli del Top14 francese ma loro contano niente, si vede che il Sei Nazioni è palesemente concorrente della nostra Eccellenza e così la sovrapposizione mai si verifica. A conferma di questo dualismo Sei Nazioni/Eccellenza c’è il fatto che, come sicuramente avranno notato tutti i nostri plenipotenziari federali, nessun giocatore sceso in campo per la undicesima giornata di Eccellenza gioca il Sei Nazioni.

Detto questo andiamo a vedere cosa è “drammaticamente” emerso da questa undicesima giornata. Leggi tutto….

16 febbraio 2017

BILANCIO FIR: A QUANTO AMMONTA IL BUCO, OGGI?

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A qualcuno sovviene che la FIR ha un buco di bilancio grosso così? Sono passati sei mesi dalla elezione del nuovo Consiglio Federale e poco meno da quando ci è stato dato finalmente sapere che la FIR aveva un buco di bilancio di € 2.151.867 e pure qualcosa dopo la virgola, sui suoi circa 45 milioni di euro che pesa il rendiconto. Un passivo pesante riferito al Bilancio Consuntivo dell’anno 2015, una roba che hanno nascosto fin quando hanno potuto ma che poi è deflagrato ed ora è tutto lì. Anche in questo momento è ancora tutto lì, perchè i passivi di bilancio non si esauriscono con il tempo, non si consumano con i riti degli sciamani. Leggi tutto….

15 febbraio 2017

#FRANCE2023 E LA FRANCIA CI FA SCUOLA

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la maglia dei francesi nello splendido match con la Scozia

E così è venuto in mente, che la memoria uno ce la può avere lunga o corta ma vedere gli altri che fanno le cose sul serio certe cose te le fa tornare a mente anche se non vuoi. La candidatura della Francia ai Mondiali di rugby 2023? E’ una cosa seria. Ricordate la candidatura dell’Italia ai Mondiali di rugby del 2023? Leggi tutto….

14 febbraio 2017

INNOCENTI: DOGI VERA FRANCHIGIA E PER LA LEGA CLUB SOSTEGNO E VERA AUTONOMIA

Marzio Innocenti
Marzio Innocenti

Spiegare chi è Marzio Innocenti è anacronistico, diamo solo l’ultimo dato: poco meno di sei mesi fa il 45% del nostro movimento ovale lo ha scelto e votato come Presidente della Federazione. Confermato, nonostante un pesante fuoco di sbarramento, alla guida del Veneto ovale Marzio ha recentemente proposto di portare i Dogi in Pro12 con uno schema di selezione regionale che rappresenta il vero senso della parola “franchigia”. Di questo e di altro abbiamo parlato con lui. Leggi tutto….

13 febbraio 2017

L’ITALIA NON ESISTE E O’SHEA E’ PRONTO PER IL CAMBIAMENTO

RBS Sei Nazioni 2017, Round 2, Roma, stadio Olimpico 11/02/2017, Italia v Irlanda, la conferenza stampa di Conor O’Shea e Sergio Parisse.
Dopo Italia v Irlanda, la conferenza stampa di Conor O’Shea e Sergio Parisse.

L’unica parte che veramente conta del secondo round italiano in questo Sei Nazioni è quello che è accaduto intorno, fuori, dopo, da altri parti.

Di quello che è accaduto allo stadio meglio stendere il solito velo ormai consunto che si è posato su moltissime prestazioni dell’Italrugby di questi ultimi anni. In campo l’Italia non è esistita, mai, loro erano più forti, è vero e si sapeva, ma essere più forti di così poco è fin troppo facile. Il risultato 63 – 10 che abbiamo subito è un record negativo, uno dei tanti che abbiamo collezionato, questa volta ci siamo portati a casa la peggior sconfitta interna di sempre del Torneo. Urca! Leggi tutto….

10 febbraio 2017

CALVISANO E ROVIGO: GIUDICI CON DUE PESI E DUE MISURE? E LA LAZIO ……

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Chi lo scrive è un giornalista che sa quello che dice, trattasi di Ivan Malfatto, le colonne sono quelle de Il Gazzettino, i dati riportati da Ivan sono oggettivi. La questione verte intorno alle recenti decisioni del giudice sportivo in fatto di Eccellenza, una delle tante cose che il Sei Nazioni seppellisce e lascia agonizzanti sul ciglio della strada del dubbio, sulle sponde dell’insipienza. Leggi tutto….

8 febbraio 2017

SEI NAZIONI, A ROMA STADIO SEMIVUOTO. CONTESTUALIZZIAMO?

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Lo stadio Olimpico di Roma pronto per il rugby

Allo stadio per vedere Italia vs Galles c’era davvero poca gente, le cose vanno male, anni di insuccessi pesano, poi molti altri motivi, forse questi più importanti che non le sconfitte azzurre, ad esempio le franchigie che non fanno audience, il massimo campionato nazionale che è sotto terra, tutti segmenti del nostro rugby che dovrebbero fare da “lancio” ai nostri Azzurri ed invece sono KO.

La stanchezza del pubblico ovale ha tante origini ed è nota da tempo, ma è anche un pubblico di fedelissimi, tornerà prestissimo. Intanto è lì incollato alla TV, 860.000 persone su DMAX per la Nazionale maggiore e circa 56.000 su The Rugby Channel che si sono visti lo streaming della nostra Under20. Torneranno tutti anche allo stadio, basta dargli un “la”, ma saremo capaci di darglierlo? Leggi tutto….

7 febbraio 2017

MARUSSO (SAN DONA’):” CLUB PROTAGONISTI NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ “

Alberto Marusso - Presidente del Rugby San Donà
Alberto Marusso – Presidente del Rugby San Donà

Si avvicinano importanti decisioni che il nostro movimento deve prendere, se la vasta e tentacolare rete federale pare ormai calata, i club sono invece ancora in stallo. Lega di Club e futuro delle franchigie sono due passaggi fondamentali che il movimento si appresta ad affrontare. Ne abbiamo parlato con Alberto Marusso, Presidente del Rugby San Donà, uno che non le manda a dire e questo, da queste parti, piace davvero molto. Leggi tutto….

6 febbraio 2017

NUOVA L’ITALIA, SOLITO EPILOGO. O’SHEA SCOPRE CHE IL NOSTRO SEI NAZIONI E’ ALTRO

SEI Nazioni 2017, Roma, stadio Olimpico 05/02/2017, Italia v Galles, Braham Steyn fermato a pochi passi dalla linea.

Prima la gloria e poi lo schianto, la solita Italia che viene da far fotocopia di qualche altro pezzo scritto tempo indietro; il solito Parisse migliore in campo e poi sprazzi qua e la fino alla evidente crisi di ispirazione del giovane e pur sempre bravo Canna.

Conor O’Shea assaggia ancora una volta la vera Italia del rugby, non fosse bastato l’antipastino fornito con Tonga. Il 4 contro 1 di fine secondo tempo che lancia George North per la terza meta gallese è il simbolo del match, la vera fotografia di una condizione alla quale i gallesi hanno al massimo partecipato perchè, come troppo spesso, tanto lo hanno fatto gli Azzurri. Leggi tutto….

2 febbraio 2017

DIVERSAMENTE PROFESSIONISTI: FIAMME ORO, ATLETI DI STATO O STATO DI ATLETI?

Fiamme Oro in action
Fiamme Oro in azione

In Eccellenza convivono sette squadre di dilettanti, fra loro diversamente dilettanti, e tre team di professionisti che, a dispetto del reale significato di “professionismo”, sono fra loro, l’Italia è bella perchè e varia, diversamente professionisti.

Fra le tre prof del nostro rugby ci sono le Fiamme Oro, parte della Forza di Polizia, base a Roma, Caserma Stefano Gelsomini, un pezzo di Stato che fa sport. In questi giorni ricorre per le Fiamme l’anniversario del dileggio programmato, ogni anno di questi tempi parte la canzonatura, il rito si ripete, come un 25 dicembre qualsiasi, come il compleanno di Berlusconi o quello di J- Ax.

Perchè? Allora eccoci, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 gennaio 2017, il bando di concorso pubblico riservato agli atleti da assegnare ai Gruppi sportivi Fiamme Oro, per la sezione del Rugby sono stati riservati 6 posti, così suddivisi: 1 pilone sinistro (n. 1),  1 pilone destro (n. 3), 1 seconda linea (n. 4-5),  1 terza linea (n. 8), 2 trequarti centro (n. 12-13) Leggi tutto….

31 gennaio 2017

ITALIA: QUALE E’ IL RUGBY CHE CONTA?

Rovigo
I Campioni d’Italia del Rovigo in una fase della nostra Eccellenza

Localizziamo il quesito ancora prima di farlo, diamogli date, volti ed obiettivi, ci siamo? Italia, anno 2017, primo dell’era O’Shea, quinto di quella Gavazzi, il problema da risolvere è garantire la crescita del nostro rugby.

Allora adesso ecco la domanda: quale è il rugby che conta? Se si potesse rispondere in maniera sufficientemente agevole a questo quesito saremmo ben avanti nella soluzione del problema posto, insomma alla fine pare proprio che la vera incognita sia decidere questa risposta, si, insomma, siamo ancora fermi lì. Leggi tutto….

30 gennaio 2017

L’ECCELLENZA CHE METTE LA FRECCIA. LYONS SUGLI SCUDI

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Gli dissero “Vinca il migliore”, lui fece epoca rispondendo nel suo dialetto triestino Ciò, speremo de no, era Nereo Rocco, padre dello sport, “el paron” del calcio, quello di una volta. Quelli di Padova, sponda pallatonda, hanno una venerazione per il Patron di Rion del Re e per una volta, ancora una volta, tocca a quelli del rugby usare della sua celebrità. Così il Petrarca esce vincitore dallo Zaffanella, migliore del Viadana? No,  però porta a casa i punti che servono a dire alla classifica, ed al Viadana, “io sono in cima e voi no”. Leggi tutto….

27 gennaio 2017

TREVISO: IL RUGBY CAMBIA STADIO? IL CALCIO CHIEDE STRADA?

stadio Tenni
Stadio Tenni – Treviso –

Se avete voglia di indignarvi un attimo, giusto una cosa alla scappa e fuggi che di più non meritano, prendetevi questa notizia infingarda e gustatevela fino in fondo: il Comune di Treviso e politici vari hanno proposto a mezzo stampa alla Benetton di cambiare stadio, di passare dall’attuale di Monigo al vecchio stadio del calcio, il Tenni, situato in pieno centro cittadino. Leggi tutto….

26 gennaio 2017

ANCORA SPIONAGGIO: FRA I FISCHIETTI ITALIANI C’E’ MATA HARI?

spionaggio

Da settimane Polesinerugby pubblica in anticipo di qualche giorno sull’ufficialità le designazioni ufficiali degli arbitri per le partite di Eccellenza, i casi sono due o Umberto Nalio e compagnia hanno la sfera di cristallo, e la sanno pure usare, o qualcuno chiacchiera a voce alta ma tanto alta che si sente fin Porto Viro. Leggi tutto….

25 gennaio 2017

LA NUOVA FRONTIERA: LICENZIATO PER SPIONAGGIO OVALE

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Tom Arscott, il presunto spioneeee

Hercule Poirot, il celebre investigatore nato dal genio artistico tutto britannico di Agatha Christie, non avrebbe potuto fare di meglio, anche se la cosa che ha coinvolto in Premiership Sale Sharks e Bristol ha più il sapore delle commedie di Rowan Atkinson, il famoso Mr Bean.

Lo spione sarebbe Tom Arscott ala dei Sale Sharks, i segugi, coloro che lo hanno indicato come fornitore dei propri schemi di attacco al nemico, sono i suoi compagni di squadra e qui la cosa fa pensare al fratricidio e ci riporta decisamente ad alcune movenze investigative del tenebroso 007 Daniel Craig, peraltro lui ex giocatore di rugby. Leggi tutto….

24 gennaio 2017

RUGBY IN STREAMING, IL PROMOTER MATTEO SCIALPI RACCONTA: E’ SOLO UNA NUOVA STRADA MA FORSE ANCHE L’UNICA

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La console della piattaforma streaming di MS Network e, nel riquadro, Matteo Scialpi

Matteo Scialpi ha una vera passione per il rugby, portarne a casa una immagine per lui è una soddisfazione in più. Fra le mille scommesse della sua vita c’è anche The Rugby Channel, la sua piattaforma che dalla estate del 2016 mette on line il nostro rugby. Una cosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile oggi vede ogni fine settimana di Eccellenza tutte le sue partite in diretta sul web. Cosa c’è dietro questo bellissimo progetto e soprattutto che respiro può avere? Ne abbiamo parlato con lui e ne abbiamo ottenuto una analisi completa, la vision certo di un imprenditore ma anche di un appassionato del nostro sport.

Stefano Franceschi:“Matteo Scialpi, segui il rugby da una vita, racconta….”

Matteo Scialpi – MS Network:” L’ultimo anno di Liceo a Venezia è stato quello che mi ha fatto conoscere il rugby: il massaggiatore della squadra del Lido lavorava nel collegio che frequentavo, il Morosini, e venne a fare delle dimostrazioni. Fu amore a prima vista e contemporaneamente all’iscrizione all’università, mi iscrissi al CUS e cominciai con il CUS PADOVA. Gli allenamenti erano in un campetto parrocchiale e l’allenatore di allora era Gianni Tosato “Giannone”. Era il 1972 e da quell’anno il rugby fa parte della mia vita. Tra il 1977 ed  il 1980 cominciai ad occupami di giornalismo, lavorando per l’Eco di Padova mi occupavo della pagina dedicata al rugby  scrivendo di Petrarca, Fiamme Oro e rugby minore”. Leggi tutto….