26 giugno 2017

FUORI DAL GIUBILO EPPUR COSI’ VICINO AL CIELO

Sono tutti contenti, abbiamo perso con l’Australia ma l’onore, secondo loro, è salvo.

Tre Test Match persi su tre Test Match giocati, prima il disastro di Singapore contro la Scozia, poi la sconfitta bruciante dalle piccole Fiji con una specialità tutt’altro che “pacifica” a darci il KO, il drop, quindi la strapazzata dalla peggior Australia di sempre, vecchia e distratta. Nessun problema, siamo sulla strada giusta, così ci dicono, una frase che è diventata un mantra, un hashtag permanente che poi si sposa con le altre frasi di rito, tipo che abbiamo tanta potenzialità e che le cose adesso si sono messe bene.

Non importa che con il peggior Sudafrica di sempre si fosse a suo tempo vinto e che oggi con la Australia ugualmente dismessa la cosa abbia avuto l’epilogo del cane bastonato, #lastradagiusta e bisogna avere pazienza. Così ci dicono e via al giubilo che, secondo loro, abbiamo perso bene.

No, non pare, non abbiamo perso bene, questo rugby azzurro è troppo deficitario, non piace proprio, con le diverse fasi slegate una dall’altra, la difesa a sprazzi, il burro dai dieci metri in giù, i buchi sulle ali, l’attacco sempre troppo uguale, i gesti tutti poco spontanei, poco disinvolti, gli skil da Serie B e la rara armonia fra i trequarti.

Inoltre non è una squadra giovane questa Italia, il tam tam azzurro vorrebbe darci ad intendere che in fondo in campo ci siano stati solo dei ragazzini contro i volponi australi. L’età media dell’Italia che è scesa in campo a Brisbane era di oltre 26 anni. Tutti ragazzi di esperienza, gente di Zebre e Benetton o altri team europei, nessuna importazione dalla Eccellenza, tutta roba di Alto Livello.

Tutti felici della mischia, bella si, bella anche la meta di Campagnaro in uscita proprio dalla fase statica, peccato che il reparto azzurro più giovane sia quelli dei trequarti (età media 24 anni) che è anche complessivamente il più lacunoso. Ecco appunto, ragione di più: tenetevi il vostro giubilo.

Che sensazione strana stare fuori dal giubilo, essere solo dispiaciuti per la sconfitta di una squadra azzurra palesemente organizzata per portare a casa qualcosa e che invece si è ritrovata con le pive nel sacco.

Quando la TV lascia le immagini di Brisbane e parte il giubilo #lastradagiusta da queste parti si pensa quasi di non saper stare in cielo. Niente, #lastradagiusta qui non la si vede, eppure il rugby quasi sembra di conoscerlo un po’, invece forse è come dicono loro, quindi niente giubilo? Niente cielo.

Poi si accendono sulla TV le luci di Auckland, sono i Lions che sfidano quelli della haka, già quando la battaglia comincia si vede chiaramente il cielo, vasto limpido, eccolo lì ed è anche troppo, per il nostro Azzurro ce ne basterebbe anche molto meno. Ecco il cielo, eccolo lì. Ad ognuno il suo.

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22 giugno 2017

MLR: RIPARTE IL RUGBY PROF AMMMERICANO

la mappa del nuovo campionato americano prof di rugby
La mappa del nuovo campionato americano prof di rugby

In principio fu il ProRugby ma è durato solo una stagione, poi si è schiantato sulle liti con la Federazione USA e lo sbilanciamento sulla costa ovest, è stata anche (soprattutto) una questione di soldi, comunque quasi tutti i giocatori sono stati liberati dai contratti già sei mesi fa.

Il rugby americano non è rimasto fermo a guardare ed è nata qualche mese fa la Major League Rugby con sede e motore a Salt Lake City una cittadina di neanche 200.000 abitanti nello stato dello Utah . A capo della nuova lega non uno qualsiasi ma Dean Howes, vice-presidente di un fondo di private equity chiamato SCP Worldwide con il quale nel passato ha avuto altre importanti avventure nello sport professionistico essendo stato uno dei proprietari della Major League Soccer (il calcio statunitense) ed anche, sempre da Salt Lake City,  co-proprietario di club nella professionistica lega di Hockey NHL. Leggi tutto….

19 giugno 2017

AZZURRI KO: VOLETE SPEGNERLA MA SENZA L’ECCELLENZA NON CE LA FATE

Una fase della Nations Cup 2017 a cui ha partecipato l'Italia Emergenti
Una fase della Nations Cup 2017 a cui ha partecipato l’Italia Emergenti

Un risultato complessivamente disastroso quello delle maglie azzurre mandate in giro per il mondo questa estate, fino ad oggi 9 sconfitte su 10 partite. La Nazionale maggiore le ha prese da Scozia e Fiji; i migliori sono stati quelli dell’Under20,  per una volta non sono arrivati penultimi o ultimi nell’annuale campionato mondiale di categoria ma ottavi, il tutto, si badi bene, vincendo solo una partita e collezionando poi altre 4 sconfitte. Quelli della Nazionale Emergenti si sono giocati la Nations Cup in Sudamerica uscendo con le ossa rotte, 3 sconfitte su 3 partite, roba pesante se si guarda gli avversari. Leggi tutto….

16 giugno 2017

IL VALZER DEI CAPITANI…

Francesco Minto

Parisse non è della spedizione azzurra dei Test Match estivi di quest’anno ed O’Shea ha dovuto trovarsi un altro Capitano per gli azzurri. Anzi no, due… e chi lo sa non diventino tre… .

L’importanza del capitano nel rugby è nota, in campo è il leader della squadra, sa imprimere il suo carisma nel team e nel match, è colui che decide e sceglie atteggiamento in alcune fasi della partita, parla con l’arbitro, nel rugby il “capitano” è una figura secondaria giusto in Under12. Forse. Leggi tutto….

13 giugno 2017

O’SHEA E’ SENZA BENZINA ED IL NO DI LOZOWSKY E’ UN BRUTTO SEGNALE

Palawan-beaches-in-singapore
Una delle splendide spiagge di Singapore

Lo scorso fine settimana l’Italia, quella dei grandi, quella di O’Shea, si è presa una sonora lezione dalla Scozia nel Test Match in quel di Singapore. La cosa ha girato proprio male, chi si sgola nel coro “lasciatestareoshea” ha avuto problemi a dimenticarsi di fargli qualche appunto, per l’occasione il parafulmine lo ha fatto, su stampa e web, prevalentemente Gori.

Mentre gli azzurri affondavano fra il Mar di Giava ed il Golfo del Siam, uno come Alex Lozowsky ci ha detto no. Leggi tutto….

6 giugno 2017

I MEDIA NEL RUGBY: L’ECCELLENZA SCHIVA. IL CASO BASSON.

Basson al piede, Basson in meta, il tifo rosspoblù e gli striscioni di supporto al sudafricano fuori dallo stadio
Basson al piede, in meta, il tifo rossoblù e gli striscioni di supporto al sudafricano fuori dallo stadio

Eppure molti vorrebbero averli i media locali (carta o web) con il rugby sempre in prima pagina. Come a Rovigo che basta guardare le rassegne stampa del mattino, un terzo degli articoli viene da lì..

Eppure molti vorrebbero, si diceva, ma vorrebbero anche che quei media dicessero quello che vogliono loro, punto e stop, ad alcuni Dirigenti dell’Eccellenza piacciono moltissimo i media-proni. Il rugby del nostro massimo campionato è potentemente disabituato alla forza dei media. Molti si sono allontanati per manifesto declino di interesse del pubblico. Non tutti i protagonisti dell’ovale hanno pianto la loro assenza: in Eccellenza in troppi sono allergici alla inevitabile curiosità del mondo media, mal sopportano le loro intromissioni principalmente perchè sono profondamente incapace di gestirli.

Facciamo un esempio, ovviamente è successo a Rovigo e prendiamo il caso Basson. Leggi tutto….

5 giugno 2017

PROFANAZIONE MILLENNIUM FALSO PROBLEMA. QUELLO VERO E’ ALTRO.

Lo stadio simbolo del rugby gallese: Il Millennium Stadium o "Principality".
Lo stadio simbolo del rugby gallese: Il Millennium Stadium o “Principality”.

Nel trascorso fine settimana si è visto molto rugby ma anche un match che, per il luogo dove si è giocato, aveva fatto discutere molti rugbisti, soprattutto nostrani: la finale di Champions League, quelli della pallatonda insomma.

L’assegnazione del trofeo finale dell’UEFA si è giocata a Cardiff, nell’ovale Galles, nel tempio del rugby europeo: il Millennium Stadium. Il fatto che si giocasse in quello stadio, aveva sollevato i cori di coloro che hanno gridato alla “profanazione”: una pallatonda rimbalza sul sacro suolo ovale del Millennium, che scempio ! Leggi tutto….

1 giugno 2017

L’ECCELLENZA VA GIU’ IN PICCHIATA?

eccellenza

Il massimo Campionato italiano si è appena concluso, nel suo epilogo due scandali che sono passati praticamente nel silenzio: una sanzione in punteggio, ingiusta nella sostanza corretta nella forma, (San Donà) che ha falsato il campionato, un illecito sportivo risolto a mezzo comunicato stampa. Dilettantismo di basso livello e sono solo due esempi fra cento altri ma questo è quanto ci è dato, questo è quello intorno al quale dovrebbero investire i club. Leggi tutto….

31 maggio 2017

IL NOME “O’SHEA” NON SIA UN PASSAPORTO PER TUTTO

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Nelle ultime settimane si è visto spesso scivolare fra le cronache ovali e soprattutto fra le pieghe del web che segue il nostro rugby il nome di O’Shea, super Head Coach della nostra Nazionale. Di lui avremmo saputo che ha chiesto alla FIR una ristrutturazione dell’assetto tecnico, che è in tour mondiale per parlare bene del nostro rugby, una specie di brand ambassador, che ha tante idee anche se, va detto, non si sa assolutamente quali.  Leggi tutto….

30 maggio 2017

LA FOTO DI QUEI RAGAZZI DIRETTAMENTE AZZURRI

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Parte tutto dalla foto, quando si guarda poi si “sente” qualcosa, un qualcosa che a scriverlo si rischia di venir fraintesi, di far nascere idee sbagliate ma si scrive lo stesso, da queste parti si fa così, e se accade è solo colpa di chi scrive e si chiede anticipatamente scusa ma tacere no perchè….. Li avete visti i ragazzi “senza” maglia… che effetto fanno? Tantissima tenerezza vero? E’ questo il rugby che vogliamo?

Cominciamo dall’inizio e partiamo da quello che scrive il mondo Fiamme Oro:”Saranno sei i nuovi giocatori che dalla stagione 2017-2018 vestiranno la casacca cremisi delle Fiamme Oro Rugby, tre dei quali provenienti dall’Accademia federale “Ivan Francescato” di Parma,… “ Leggi tutto….

23 maggio 2017

IL CASO ZEBRE A MILANO CI DIRA’ CHE… IL RUGBY VA DOVE C’E’ IL RUGBY

PREMIERSHIP

Quelli del Board del Pro12 nel lamentarsi a mezzo lettera protocollata, timbrata e leccata della nostra incapacità generale avrebbero poi anche esibito una serie di loro proposte e fra queste quella di trasferire una delle “franchigie”, forse l’unica che ci rimarrebbe dopo il 2020, in una grande città, segnalando Milano o Roma. Leggi tutto….

22 maggio 2017

ROVIGO SENZA PROBLEMI, VIADANA NON CE LA FA

semifinale ritorno

La cosa che ha sicuramente accomunato entrambe le semifinali di ritorno di questo nostro campionato di Eccellenza è stata la loro “inutilità”. In entrambi i casi non c’è stata sfida, il verdetto era evidentemente già scritto da un paio di settimane, coloro che si aspettavano nella pianura bresciana o in quella padovana il più classico dei “colpacci” ha capito l’esito finale dopo solo il primo quarto d’ora di gioco. Leggi tutto….

19 maggio 2017

LA CHAMPIONS CUP ED IL MERITO: E VISSERO FELICI E CONTENTI

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EPCR (European Professional Club Rugby) lo ha scritto a chiare lettere, alle prossime edizioni della Champions Cup vi si accede solo per merito, basta scivoli o norme accessorie. Ci sarà quindi posto per le migliori di Top14 (le prime 6 della regular season), quelle di Premiership (sempre 6) e per le prime 7 classificate nel Pro12 indipendentemente del paese di provenienza. Il ripescaggio della prima italiana fosse anche undicesima (ovvero come è accaduto fino ad oggi) è abolito. E’ stato pure introdotto uno stimolo interessante per i frequentatori della seconda coppa europea, la Challenge Cup, chi la vince passa l’anno successivo in Champions Cup. Leggi tutto….

18 maggio 2017

NAZIONALI E CLUB IN COLLISIONE. I CASI JONES E GATLAND

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Nazionali, club, coppe europee e tornei internazionali, a guardarli oggi, così, tutti insieme, sembrano treni con collisione in vista. Oggetto del contendere sono ovviamente i giocatori, quando sono schierati con i club non lo possono essere con la Nazionale, perchè sono tanti i match ed i tornei, difficile mettere insieme il tutto..

Recentemente la World Rugby ha studiato e proposto un suo nuovo calendario che ottimizza, restringe, “fisarmonicizza”, gli impegni delle Nazionali. Le rivalità operative, soprattutto fra Nazionali e club, quindi fra Leghe e Federazioni e chi più ne ha più ne metta, sono però difficili da fermare, ancor più difficile però è tentare di individuare un indice di priorità. Guardiamo allora a due episodi di questi giorni per provare a pesare la complessità  del problema. Leggi tutto….